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Attività di formazione / Continuing Education activities

"Con queste considerazioni tentiamo difendere il

carattere eminentemente pedagogico della rivoluzione"

(Paulo Freire, La pedagogia degli oppressi, EGA, Torino 2002, p.  54)

 

Il CREIFOS svolge attività di formazione sui temi dell'intercultura, dell'inclusione sociale di migranti e rifugiati, della formazione allo sviluppo e della pedagogia sociale e interculturale.

Le attività di formazione sono generalmente rivolte a operatori educativi e sociali (insegnanti, educatori, assistenti sociali, operatori sociali) e al personale dei servizi che intendono acquisire competenze pedagogiche e interculturali (in servizi pubblici e privati).

L'approccio formativo adottato intende promuovere un intreccio tra teoria e prassi, tra momenti di riflessione, di tematizzazione e di approfondimento e momenti operativi e concreti, tra apprendimento di conoscenze nuove e verifica sul campo della loro utilità. Attraverso il controllo e il monitoraggio del proprio sapere, quale emerge dalla riflessione sull'esperienza e dall'analisi delle competenze possedute, il soggetto determina le condizioni per l'"ancoraggio" di nuove conoscenze e competenze alle precedenti esperienze formative ed esistenziali e, per conseguenza, struttura la capacità di riorganizzare ciò che già conosce, in termini di nuove variabili e categorie con cui interpretare i fatti reali, così acquisendo un sapere nuovo rispetto a quello che già possedeva.

Più che predisporre un "corso" di formazione per soggetti in età adulta, si tratta, pertanto, di lavorare insieme a loro alla costruzione di percorsi formativi personalizzati ed individualizzati. È necessario affermare con maggior forza la centralità del soggetto che apprende mettendo in moto un processo di autoformazione. E' noto, infatti, che la competenza autoformativa consente al soggetto di continuare ad “apprendere” anche successivamente.

La validità di un'esperienza formativa dipende, in ultima istanza, dal senso che gli individui possono attribuirvi rispetto al loro itinerario. Un episodio formativo conta qualcosa per un individuo, nella misura in cui ciò che gli viene proposto contribuisce ad un suo progetto, o facilita un processo, di cui può avere maggiore o minore consapevolezza, di crescita personale o professionale, di cambiamento, un processo che corrisponde ad una tappa significativa del suo itinerario biografico.

Il complesso elenco di problemi e proposte che ne discende può essere sinteticamente riorganizzato attorno a quattro principali dimensioni:

- la qualità intrinseca dell’azione formativa, con attenzione alla continuità dell’azione formativa, alle metodologie didattiche, alla scelta dei docenti e dei contenuti;

- il collegamento tra esperienza pratica ed elementi di formazione teorica, con attenzione al  collegamento tra la formazione e i problemi lavorativi. Si tratta quindi di evitare di riprodurre modelli tradizionali d’insegnamento scolastico, basati principalmente sulla trasmissione di conoscenze e nozioni teoriche;

- il coinvolgimento dei partecipanti. Ci si riferisce a un modello pedagogico partecipativo, che fa appello alla responsabilità e al coinvolgimento attivo dei partecipanti, che, in quanto esperti e competenti in riferimento alla condizione che li riguarda, non possono quindi essere considerati come terminali passivi dell’azione;

- la formazione come luogo di scambio di esperienze e come ricerca-azione. Si fa riferimento alla necessità di predisporre occasioni di confronto tra esperienze diverse dove gli adulti in formazione possano confrontarsi per riflettere criticamente sulle loro pratiche professionali e dove possano sperimentare, affiancati da supervisori, nuove strategie di intervento attraverso un percorso di ricerca-azione. Per ricerca-azione si intende un modo di concepire la ricerca che si pone l'obiettivo non tanto di approfondire determinate conoscenze teoriche, ma di analizzare una pratica relativa ad un campo di esperienza (ad esempio, la pratica professionale) da parte di un attore sociale con lo scopo di introdurre, nella pratica stessa, dei cambiamenti migliorativi.


 

English version

"The object in presenting these considerations is to defend

the eminently pedagogical character of the revolution"

(Paulo Freire, Pedagogy of the oppressed, Continuum, New York-London 2005, p. 67)

 

CREIFOS carries out continuing education on interculturalism the social inclusion of migrants and refugees.

Continuing education activities are generally aimed at educational and social workers (teachers, educators, social workers) and service personnel (in public and private sectors) who wish to gain pedagogical and intercultural skills.

The approach adopted aims to promote a mixture of theory and practice, with moments of reflection and operation, through the attainment of new knowledge and its applicability in the field. Monitoring his or her knowledge, which emerges from analysis of the possessed skills, the subject determines the conditions for ‘anchoring’ new knowledge and skills in previous educational and existential experience. In this way, the subject builds the ability to rearrange what the participant already knows, in terms of new variables and categories through which he or she interprets the facts.

Rather than setting up a traditional ‘course’ for individuals, we prefer to work with them to build personalised and individualised pathways. In this framework, the centrality of the learner and his or her process of self-education is essential.

The validity of an educational experience ultimately depends on the way the subject identifies with his or her itinerary. An opportunity of education must contribute to a project, facilitate a process, personal growth or professional change, or correspond to a significant stage of his or her biographical itinerary.

Accordingly, the following four main dimensions are taken into account:

- the intrinsic quality of the education, with reference to its continuity, teaching methods, choice of teachers, and contents;

- the connection between practical experience and theoretical elements, with reference to the link between education and work problems. One must avoid the reproduction of traditional models of schooling, based mainly on the transmission of knowledge and of theoretical concepts;

- the involvement of participants. This refers to a participatory pedagogical model, which appeals to the responsibility and active involvement of participants, who, as experienced and competent in relation to their experience, cannot be considered as mere ‘terminals’ of the education process;

- education as a place for exchanging experiences and as ‘action research’. It is essential to provide opportunities for reflecting on different experiences, where adults can meet to reflect critically on their professional practice or can experiment, with the support of supervisors, with new intervention strategies through a process of ‘action research’. This is a way of thinking about research that aims not only to deepen certain theoretical knowledge, but also to analyse a practice in a field of expertise with the purpose of introducing changes.